Umberto Verdirosi

Nato in Piemonte. Vive a Roma. Genitori attori. Figlio d'arte.
Padre siciliano, madre veneta. Pittore, scultore, attore, poeta. Formazione classica.
È nella sua giovinezza in varie compagnie teatrali.
È primo attore giovane con il cavaliere Mario Ruta.
Sostituirà Gian Maria Volontè interpretando Aligi ne “La figlia di Jorio” di D'Annunzio.
È Romeo con Shakespeare, è Paolo nella “Francesca da Rimini”, è Cecco nel “Beffardo” di Nino Berrini, è l'Antenato nel testo di Carlo Veneziani e mille altri.
A vent'anni forma il “suo” teatro tenda con compagnia propria che condurrà fino al 1968, poi si dedicherà non più al teatro e alla regia ma solo alla pittura e alla scultura.

Le sue opere si trovano in tutta Europa e in America, dal Canada alla Florida, dalla Nuova Zelanda all'Australia.
Ha esposto all'Export Art di New York, a Miami e a Sarasota (Florida) e in quasi tutte le città italiane.
Ha avuto gallerie a Fiuggi, Chianciano, Spoleto, Assisi.
Ha un suo studio-mostra permanente a Orvieto e a Roma, al suo attivo molteplici presentazioni ai colleghi pittori.
Autore di sette libri pubblicati in bilingue sempre presenti nelle sue esposizioni.
Arnoldo Foà e Vittorio Vettori presentano negli anni Ottanta il libro “Shakespeare di Verdirosi” alla libreria Remo Croce di Roma.
Verdirosi è maestro di se stesso, spirito libero, si definisce un moderno non modernista...
La sua arte, la tematica, i suoi simbolismi, il suo slogan (l'arte intesa come messaggio), le polemiche, il manifesto, il necrologio al critico d'arte presentano un artista libero da preconcetti e da mistificazioni culturali e artistiche.
Tutti i suoi libri sono dedicati a Osho, che Verdirosi considera il suo maestro cosmico.
Non è credente, non è ateo, vuole solo essere: libero di essere.
Segno zodiacale Toro, ascendente Ariete.